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Agli italiani i treni non sembrano andare troppo a genio. Il nostro è uno dei paesi in cui questo mezzo viene usato meno, e secondo la European Environment Agency nel 2011 per viaggiare l'ha scelto il 5,3% degli italiani, contro il 7,4 degli inglesi, l'8 dei tedeschi, il 9,2 dei francesi e l'11 degli austriaci.

Forse per la geografia del territorio, forse per le abitudini; ma che sia anche per la qualità del servizio? Quanto sappiamo, per esempio, della puntualità e dei ritardi medi dei viaggi in treno? Quanto, al di là di aneddoti e luoghi comuni? Poco, molto poco.


Trenitalia – società pubblica – fornisce un servizio che è altrettanto pubblico, eppure non divulga (se non in termini molto generali) le statistiche sull'efficienza dei propri servizi: i numeri, dunque, scarseggiano.

La stessa società ha però creato un sito chiamato ViaggiaTreno in cui, inserendo il numero di una corsa, si può sapere se il relativo treno è puntuale o meno. Abbiamo analizzato circa tre mesi di dati in 43 diverse tratte – dal 12 settembre al 10 dicembre 2013, con oltre 63mila arrivi nelle varie città – per capire dove le cose funzionano e dove invece c'è qualcosa che non va.

Si tratta di un campione che non comprende tutti i treni in circolazione – è vero –, dunque è soggetto a margine di errore. D'altra parte il modo per avere le informazioni esatte è soltanto uno: che Trenitalia le renda disponibili. Meglio non trattenere il fiato.


Consideriamo come puntuale un treno che sia arrivato entro cinque minuti dall'orario previsto. Fra tutti quelli di cui abbiamo ottenuto informazioni, più di uno su quattro (il 27,2%) non è arrivato quando avrebbe dovuto, con un ritardo medio che supera di poco i cinque minuti.


Ma una semplice media, in sé, somiglia al pollo di Trilussa: è accettabile se un treno arriva puntuale e un altro è in ritardo di un'ora? Probabilmente dipende dal passeggero cui si fa questa domanda. Per capire la situazione, allora, meglio guardare i numeri delle singole tratte.

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paul baird 


Un treno su quattro in ritardo: ma a volte va anche peggio di così e la puntualità può diventare un lancio di moneta. Poniamo di voler andare da Napoli a Salerno: qui le corse in orario sono state poco più di una su due (il 53,8%), con un ritardo medio di 8 minuti e mezzo. Numeri simili alla tratta Pescara-Foggia, in cui il tasso di puntualità è simile (53%) mentre il ritardo medio arriva a 10 minuti.


Se poi da Salerno vogliamo raggiungere Metaponto, in Basilicata, meglio metterci l'anima in pace. Il tragitto fra le due città è risultato di gran lunga il peggiore fra quelli considerati, con oltre 20 minuti di ritardo medio e appena un treno su quattro che arriva quando previsto.


Non si tratta di casi isolati. Andando da Milano a Bologna la puntualità media aumenta, ma si ferma comunque al 64%, con un ritardo medio di 6 minuti. Due treni puntuali su tre anche da Firenze a Roma (67,1%), e da lì a Napoli (63,7%).

Buone notizie, invece, per chi va da Pisa a Firenze, da Trento a Bolzano o da Bari a Taranto. Certo si tratta di tragitti brevi, ma qui vanno bene circa 9 treni su 10, con ritardi medi di pochissimi minuti.


Ecco in una mappa i risultati delle 43 tratte che abbiamo scelto: alcune fra le arterie fondamentali del traffico ferroviario nel nostro paese.


Si tratta di ritardi accettabili oppure no? Proviamo a fare il confronto con altre società ferroviarie. L'Office of Rail Regulation, per esempio, rende disponibili i dati di diverse società inglesi. In un periodo di tempo grosso modo equivalente il risultato peggiore è della East Coast, i cui treni sono arrivati puntuali l'87,8% delle volte. Altre compagnie come la c2c arrivano invece a toccare il 97,8%.


Certo si tratta di dati che riflettono l'intera rete e non singole corse come quelle di cui abbiamo raccolto i dati; anche la definizione di ritardo è leggermente diversa – per le corse a lunga distanza il limite di tempo accettabile diventa 10 minuti. Un confronto diretto dunque non è possibile, ma si tratta almeno di informazioni utili per un paragone in linea di massima.

 Puntualità dei treni per società (%)
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Luigi Rosa

 

Non è soltanto la geografia che conta. Maltempo, suicidi, incidenti, semplici disguidi: ogni momento può succedere qualcosa, e in effetti i ritardi nelle rotte analizzate variano molto anche solo da un giorno all'altro.


Due i picchi maggiori – 29 settembre e 11 novembre 2013 – dove il ritardo medio sfora i 10 minuti, con altrettante possibili spiegazioni: nel primo caso un fulmine colpisce la stazione di Modena, causando forti rallentamenti.


Anche il secondo caso potrebbe essere dovuto al maltempo. Quel giorno, infatti, si verificano diversi guasti elettrici lungo l'Ancona-Bologna, con l'intera riviera romagnola spazzata dal vento e della pioggia.

Il 13 settembre c'era già stato qualche problema, con il ritardo medio salito quasi a sette minuti. Un possibile indizio arriva dalle cronache, in cui si trova traccia di un incendio che colpisce una locomotiva merci vicino Verona, bloccando per diverse ore la Milano-Venezia.


Una presunta perdita di gas – rivelatasi poi soltanto un carico di liquami – potrebbe invece aver causato i ritardi del 27 novembre scorso, con un treno su tre (fra quelli trovati qui) che manca l'orario previsto.

Ritardi e puntualità giorno per giorno 


Non tutti i treni sono uguali. Ci sono i regionali, più economici e lenti, e poi le tanto pubblicizzate Frecce. Ma come vanno le cose quando si tratta di rispettare gli orari?


A sorpresa sembrano essere proprio i regionali a cavarsela meglio, almeno nelle 43 tratte considerate: in 36mila corse oltre l'80% delle volte il treno è arrivato entro cinque minuti dall'orario previsto. Va molto peggio per le Frecce, che invece superano appena il 60% in oltre 21mila corse. 2 su 5 di esse, dunque, non sono state puntuali.


Gli Intercity hanno un record ancora inferiore, con il 56% di puntualità su 4.700 corse.

 Ritardo e puntualità per tipo di treno

 

Contattata prima della pubblicazione di questo articolo, Trenitalia non ha risposto alla richiesta di un commento.